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Detrazioni fiscali 50% su lavori di risanamento infiltrazioni. Si può?

Il sistema burocratico italiano, lo sappiamo, è sempre più complesso. A maggior ragione quando si parla di detrazioni fiscali.

Una domanda che tantissimi clienti rivolgono ai miei ragazzi in ufficio infatti, è proprio questa:

E’ possibile usufruire delle detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni per i lavori di risanamento infiltrazioni-umidità?

Premetto innanzitutto che stiamo andando ad infilarci in un argomento piuttosto spinoso, che esula dalle mie competenze tecniche e che non è sempre di facile lettura nemmeno per i professionisti del settore quali geometri, architetti, commercialisti e CAF, ma cercherò comunque di darti una risposta che tu possa “usare” in concreto.

La verità è che la risposta alla tua domanda dipende da tantissimi fattori.

Cosa prevede la norma

Tecnicamente, se vai a consultare la famosa guida alle detrazioni redatta proprio dall’Agenzia delle Entrate che puoi vedere qui Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali, vedrai che i lavori sulle parti di proprietà esclusiva di un edificio (case e appartamenti) ammessi alla fruizione delle detrazioni fiscali sono:

  • manutenzione straordinaria
  • restauro e risanamento conservativo
  • ristrutturazione edilizia

Non analizzerò in questa sede le pieghe di ogni voce prevista, però voglio segnalarti che i lavori di risanamento infiltrazioni o impermeabilizzazioni non sono presi in considerazione (perlomeno in maniera diretta) all’interno della guida, in nessuna delle tre categorie di cui sopra.

Ed è proprio da qui che sorgono dubbi e incomprensioni.

Chi ti dice senza il minimo sospetto che tali interventi sono detraibili è in realtà l’ennesima vittima dell’ambiguità della categoria “restauro e risanamento conservativo” per la quale la stessa Agenzia delle Entrate precisa che vi rientrano gli interventi “mirati all’eliminazione e alla prevenzione di situazioni di degrado”.

In tutta onestà, è assolutamente logico pensare che eliminare le infiltrazioni d’acqua o umidità in casa, possa essere un buon esempio concreto circa la prevenzione delle situazioni di degrado. Il ragionamento non fa una piega.

Ma, scavando un po’ più a fondo, si scopre che il legislatore in realtà non intendeva dire quello.

Bisogna prestare molta attenzione

Per la normativa italiana infatti, “Restauro e risanamento conservativo” significa (semplificando) una ristrutturazione che non apporta modifiche sostanziali all’assetto edilizio preesistente (cioè l’edificio viene ristrutturato senza apportare modifiche alla volumetria o alla disposizione delle stanze, etc).

I lavori di risanamento infiltrazioni non c’entrano nulla quindi con gli interventi previsti per questa speciale categoria.

Inoltre il titolo edilizio (permesso) necessario a procedere con lavori di questo tipo, è equiparabile ad un permesso di costruire e si rivolge quindi a lavori molto più importanti e articolati.

“Mi stai quindi dicendo che i lavori di risanamento infiltrazioni-umidità non sono detraibili?”

No, non intendo dire questo e adesso vedremo quali sono invece le varie possibilità.

Parlando di detrazioni, una delle prime cose che devi sapere è che, tra i documenti necessari per poterne usufruire in piena regola, è richiesto un cosiddetto “titolo edilizio”, che tradotto in parole commestibili significa che prima di dare inizio ai lavori, devi ottenere il relativo permesso presso l’Ufficio Tecnico del tuo comune.

Niente titolo edilizio (o permesso), niente detrazioni. O meglio, le detrazioni te le concedono anche, ma sai che in caso di successivo controllo, se non sei in possesso di tutti i documenti richiesti, potrebbero revocarti i bonus e chiederti la restituzione di quanto hai già beneficiato.

Non proprio il massimo della vita.

Ma la vera questione qual è?

La questione è che se ti presenti in Ufficio Tecnico del tuo comune chiedendo il rilascio di un titolo edilizio idoneo per gli interventi di risanamento infiltrazioni-umidità, il funzionario nella maggior parte dei casi sarà costretto a risponderti “picche”, in quanto per la tipologia di lavori che devi affrontare non è necessaria nessuna autorizzazione (nessun titolo edilizio), ma ricadono in ambito di edilizia libera.

E per “non necessaria” intendo che non te la fanno proprio, non che sia facoltativa.

Il che da un lato è un bene, perché ciò significa che non avrai bisogno di alcuna scartoffia per dare inizio ai lavori.

Dall’altro lato invece, se volessi usufruire dei bonus fiscali, è un bel problema perché, come abbiamo detto prima, niente titolo edilizio = niente detrazioni.

E’ un bel garbuglio, lo so.

Ma c’è uno spiraglio

Se hai già visto qualche mio altro contenuto qualsiasi (libro, video, eBook, mail, blog) ti ricorderai di come io sia un fermo sostenitore del fatto che ogni casa ha la sua storia e che quindi ogni intervento di risanamento edile sia diverso dal precedente e mai una procedura standard che va bene per tutti.

Pertanto, anche in questo ambito particolare (detrazioni e fisco), ogni situazione è un caso a sé e va interpretata sfruttando le finestre lasciate aperte dalle norme e mettendo in piedi una strategia che ti permetta di usufruire dei vantaggi previsti con un investimento di energie e denaro proporzionato ai benefit, ma soprattutto nel pieno rispetto della legge. Onde evitare spiacevoli sorprese.

Per esempio, a seconda dei lavori necessari per risolvere la tua situazione, è possibile verificare se gli stessi, presi singolarmente, possano rientrare tra quelli previsti per le detrazioni, come ad esempio il rifacimento degli intonaci esterni, giusto per dirtene uno.

Se per il tuo risanamento è necessario rifare una porzione di intonaci esterni, tale intervento è detraibile in quanto è previsto nell’elenco stilato dall’Agenzia delle Entrate.

Il mio consiglio è senza dubbio quello di affidarti da subito ad un bravo professionista (geometra, ingegnere o architetto) che lavori nelle tue zone, il quale possa in primis darti il proprio parere sulla fattibilità o meno dell’agevolazione fiscale e possa eventualmente stabilire insieme a te una strategia che ti permetta di impostare i documenti necessari in maniera corretta.

Vale davvero la pena fare tutta questa trafila?

Ebbene, in base all’esperienza mia e dei miei clienti, ti posso dire che molte volte è possibile e anche sensato usufruire serenamente delle detrazioni fiscali, ma occorre valutare un piano preciso studiato ad hoc per il tuo caso specifico con l’aiuto di un professionista esperto di pratiche e incartamenti.

Se vuoi la mia opinione, in soldoni, per un lavoro che si aggira sul migliaio di euro non penso che comunque valga la pena mettersi a fare tutti questi ragionamenti (anche perché il lavoro burocratico ha un costo), mentre per cifre più consistenti tutto ciò ha molto più senso e può rivelarsi un’ottima opportunità di risparmio.

Per concludere la lettura, se vuoi rimanere sempre aggiornato sulle ultime novità, normative e non, ti invito a seguire subito la mia pagina Facebook “Risanedil Triveneto”, tuttora il mezzo di divulgazione più rapido e pratico relativo alle notizie che ti possono tornare utili quando hai a che fare con acqua e umidità in casa.

Se invece hai ancora qualche dubbio su come risolvere a livello pratico la tua situazione con acqua e umidità in casa (quale soluzione funziona? mi posso fidare? esistono modalità meno invasive? etc.) allora ti consiglio di scaricare subito le nostre guide gratuite che puoi trovare cliccando qui Risorse Gratuite.

Buon risanamento!

Ernesto Piccinato

Responsabile tecnico e fondatore dell’azienda “Risanedil – Garanzia completa contro acqua e umidità”, nonché ideatore dell’esclusivo sistema “Modalità Cecchino – Risolvi al primo colpo, senza distruggere casa”.